#ReadChristie2023| Sono un’assassina?: la terza ragazza e gli swinging sixties

Agatha Christie ha scritto un numero spropositato di romanzi e racconti e questo, ben lungi dal provocare un senso generale di scoramento, è un grande vantaggio se come noi partecipate alla #ReadChristie. Il mese di ottobre di quest’anno, tutto dedicato ai mezzi e ai moventi, vede protagonista l’accoltellamento. Anche questa volta la scelta è particolarmente ricca, visto che, insieme all’avvelenamento, la morte per accoltellamento è uno dei delitti più ricorrenti nelle storie di Agatha Christie. La scelta del gruppo di lettura, che gestiamo insieme a Laura, Chiara e Sara, è ricaduta su Sono un’assassina?.

Third Girl – così è il titolo originale – esce nel novembre 1966 e, come molte altre opere di quegli anni, è un romanzo più lungo e verboso. Norma Restarick, una ragazza di buona famiglia che vive in un appartamento di Borodene Mansions insieme ad altre due giovani, va da Poirot perché assillata da un dubbio atroce. Ha forse commesso un omicidio? Poirot, che in quel momento, come in un’altra singolare circostanza (dieci anni prima in Hickory Dickory Dock), si annoia, è incuriosito. Ma prima che possa accettare il caso la ragazza se ne va, adducendo una scusa che colpisce in pieno la vanità del detective: è troppo vecchio. Col suo amor proprio ferito, Poirot si rivolge allora a Ariadne Oliver e insieme scoprono l’identità della ragazza e iniziano a fare luce sul mistero.

Oltre a riproporre il personaggio di Ariadne, che ricorda indiscutibilmente la stessa Agatha Christie, nel romanzo la scrittrice evoca una vecchia conoscenza di Poirot. Il signor Goby, ormai anziano, assiste il detective ancora una volta – aveva iniziato la sua attività di collaboratore nel lontano 1928 con Il mistero del treno azzurro – e raccoglie tutta una serie di informazioni sensibili su Norma Restarick, le sue coinquiline e la sua ricca famiglia. Altro amico di lunga data di Poirot è il dottor Stillingfleet, che aveva fatto il suo debutto nel pressoché sconosciuto Il sogno, un racconto pubblicato nel 1960.

Al di là di questi simpatici easter egg – incluso il riferimento al magnum opus di Poirot, la sua analisi critica degli scrittori e delle scrittrici della detective fiction – il romanzo è decisamente troppo lungo e troppo poco verosimile. Ripetizioni, lunghi pedinamenti e monologhi imperversano per tutto il libro senza arricchire realmente la storia e senza fornire indizi fondamentali alla soluzione del mistero. Christie ricicla alcuni stratagemmi che aveva usato in altri romanzi, primo fra tutti lo scambio di identità, ma senza unire correttamente i puntini e senza sfruttarne completamente il potenziale.

L’elemento più interessante del romanzo è lo spaccato della società degli anni Sessanta che la scrittrice restituisce. Al di là dei commenti maliziosi di Poirot e Ariadne sulle nuove generazioni e sugli hippie, sono i giovani i veri protagonisti di questa storia. Norma, terrorizzata al pensiero di soffrire di una malattia mentale e vuoti di memoria, Claudia, figlia di padre illustre, Frances e i ragazzi che frequenta, artisti che per sopravvivere sono disposti a mettere in discussione i valori della propria epoca e della società in cui vivono. Questo tripudio di ragazzi e ragazze appartenenti alle classi sociali più disparate non è un’immagine che si vede spesso nei primi decenni di lavoro della scrittrice.

Piccola nota a parte che vale esclusivamente per l’edizione italiana: il titolo. Sebbene Sono un’assassina? sia molto d’effetto, è un peccato perdere il riferimento alla third girl, alla terza ragazza. Questa mitologica creatura riappare durante tutta la storia e si tratta, molto banalmente, della terza persona che le giovani donne che iniziavano a lavorare nella City cercavano con annunci sul giornale per dividere l’affitto. Un elemento culturale interessante e che difficilmente, per ignoranza, viene spontaneo associare agli anni Sessanta.

Sono un’assassina? non è certo uno dei romanzi più solidi di Agatha Christie ma è di grande interesse per chi è cultore della scrittrice e della sua opera e per chi vuole averne un quadro vasto e ben preciso.

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